Sondaggio tra oltre 800 esercenti svizzeri

Conseguenze del coronavirus: un operatore su cinque teme il futuro

Zurigo, 23 settembre 2021 – La pandemia da coronavirus continua a pesare sugli esercenti svizzeri. Il 36% di essi afferma di trovarsi in condizioni peggiori rispetto a prima della pandemia e un commerciante su cinque nutre addirittura timori per il futuro. Ciononostante il 56% ritiene di poter far tesoro della spinta alla digitalizzazione generata dal coronavirus. È quanto emerge da un sondaggio condotto da localsearch (Swisscom Directories SA) presso oltre 800 titolari e direttori d’azienda.


Secondo le previsioni della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), l’economia svizzera è in ripresa e quest’anno crescerà del 3,6%. Ma questa prospettiva positiva non si riflette ancora nell’umore di numerosi commercianti. In un sondaggio condotto tra oltre 800 titolari e direttori di piccole aziende, un intervistato su cinque (19%) dichiara di essere «depresso, frustrato e di temere il futuro a causa della pandemia di coronavirus». Un altro 23% non si esprime in maniera così drastica, ma si riconosce almeno parzialmente in questa affermazione.


In caso di un nuovo lockdown una piccola impresa su cinque chiuderà i battenti

Un nuovo lockdown in Svizzera avrebbe conseguenze drammatiche per un numero considerevole di imprenditori. Per il 19% di loro questo significherebbe quasi sicuramente la chiusura definitiva. Un altro 12% ritiene che la propria attività sia fortemente a rischio. Una solida maggioranza, pari al 70% dei titolari e direttori di piccole imprese, esclude tuttavia categoricamente la chiusura o, per lo meno, la ritiene improbabile.


Non tutto è negativo però: la maggioranza considera la spinta alla digitalizzazione come un’opportunità

La maggioranza (56%) ritiene che la crisi abbia anche qualche aspetto positivo. Questi commercianti vedono nella spinta verso la digitalizzazione innescata dal coronavirus, con codici QR, e-commerce, marketing digitale, servizi di consegna e pagamenti contactless, una grande opportunità per le loro attività commerciali. Un quarto (24%) si dice critico nei confronti della digitalizzazione.

Mentre il 42% di tutti i commercianti guarda al futuro con ottimismo e non prevede che la propria attività risentirà a lungo delle conseguenze della pandemia, molti temono invece che a lungo termine gli effetti della pandemia potranno ricadere negativamente sui vari esercizi. Il 20% ne è fermamente convinto, il 12% ne è piuttosto convinto e il 26% non lo esclude.

Sebbene il coronavirus abbia causato un certo disordine, la struttura della clientela delle imprese commerciali intervistate non è cambiata. L’86% di tutti i proprietari o direttori dichiara che i clienti sono gli stessi del periodo prepandemico e soltanto uno su sette afferma di avere oggi clienti diversi rispetto all’inizio dell’anno scorso.


Oggi i consumatori spendono meno rispetto a prima della crisi

Sebbene nella maggior parte dei casi la struttura della clientela sia rimasta invariata, pare che il pubblico abbia parzialmente modificato il proprio comportamento di acquisto e adeguato le proprie esigenze al nuovo spirito del tempo. Più di un commerciante su due (56%) afferma che oggi i suoi clienti fissi spendono tendenzialmente di meno nel suo esercizio. Inoltre il pubblico si è fatto più esigente e pretende di più per il proprio denaro: è quanto constata il 41% di tutte le piccole imprese.

Si riaffaccia il röstigraben: svizzeri francesi decisamente più pessimisti

Se il 56% di tutti i commercianti svizzeri afferma che oggi la propria azienda è, almeno in parte, in condizioni peggiori rispetto a prima della pandemia, nella Svizzera romanda il dato sale al 63%.  Una differenza analoga emerge anche a livello di propensione all’acquisto percepita: se il dato nazionale del 55% registra una certa reticenza dei clienti a spendere, contro il 68% nella Svizzera romanda. Anche rispetto alle possibili conseguenze della pandemia, a cui l’azienda andrà incontro a lungo termine, il 73% dei Romandi vedono il futuro in modo più pessimista (in tutta la Svizzera: il 58%).

Sul sondaggio

localsearch (Swisscom Directories SA) ha condotto un sondaggio online intervistando 837 titolari e direttori di piccole imprese (1-19 dipendenti) , distribuite in tutte le regioni del Paese. Tutti i partecipanti hanno un rapporto di clientela effettiva o quale parte interessata con l’autore del sondaggio. Il sondaggio non è rappresentativo. Periodo del sondaggio: inizio agosto 2021.

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