Attenzione alle truffe del elencho telefonico


Zurigo, 18.06.2021

Si verificano regolarmente casi di aziende che sottoscrivono contratti a pagamento, senza esserne consapevoli. Spesso con tali contratti si dà il consenso per iscrizioni in annuari del tutto inutili, elenchi di aziende, registri che riguardano un determinato settore o dei marchi, o ancora per apparire in elenchi telefonici, mappe e simili. In superficie, i servizi sembrano essere gratuiti. In effetti, aziende dubbie li usano per cercare di concludere contratti a pagamento senza farsi notare.

I truffatori di elenchi sono di nuovo attivi sotto falso nome: localsearch.sarl. Spediscono moduli con la richiesta di aggiornare i dati aziendali e di rispedire il modulo via fax. Non rispondete assolutamente a questa richiesta!

Secondo la SECO (Segreteria di Stato dell'economia svizzera), le imprese ricevono queste offerte, per esempio, per telefono o da un rappresentante che viene a visitarle di persona. Tuttavia, è particolarmente comune che tali lettere siano distribuite via fax. Oltre a un campo di correzione dell'indirizzo, contengono anche molte scritte in piccolo. I truffatori di elenchi operano con nomi di società o denominazioni che sembrano quelli dei fornitori seri come local.ch o search.ch, quindi possono facilmente trarvi in inganno.

Tali lettere non devono essere né firmate né restituite.  Altrimenti, vi troverete involontariamente in un contratto costoso. Per mezzo di fatture, solleciti e minacce di recupero crediti, i truffatori esigono poi pagamenti adeguati.

Inoltre, capita che vengano inviate anche fatture fittizie per le registrazioni senza alcun contatto precedente. Qui, i truffatori cercano di approfittare della complessità delle aziende. In questo modo, sperano che le aziende con strutture organizzative estese si conformino alle richieste di pagamento nella loro frenetica vita quotidiana senza controllarle attentamente.

Attenzione ai truffatori: non fatevi ingannare!

Purtroppo diversi fornitori di elenchi per categorie di dubbia serietà  contattano con intenti fraudolenti aziende svizzere per proporre offerte altamente sospette. I truffatori di elenchi operano con nomi di società o denominazioni che assomigliano a fornitori rispettabili come local.ch o search.ch e possono quindi essere facilmente confusi da voi.


Come riconoscere i truffatori:

  • invito a rispondere via fax
  • invito a fornire dettagli della carta di credito
  • utilizzo di numeri telefonici esteri (p.es. «004», «+49», ecc.)
  • utilizzo di indirizzi e-mail che non contengono «localsearch.ch» .
  • denominazioni strane: i fornitori di elenchi truffa utilizzano nomi aziendali (p.es. Localsearch Switzerland, Local-Search Switzerland, ecc.), loghi, descrizioni di prodotti, indirizzi e-mail e link a siti web che possono essere confusi dai clienti con quelli di fornitori affidabili.
  • in quasi tutti i casi l’identità del mittente è poco chiara e difficilmente rintracciabile.

 

Esempio di tentativo di inganno:

Che cosa prevede la legge? (Fonte: SECO)

Art. 3 cpv. 1 lett. p LCSl:

Agisce in modo sleale, segnatamente, chiunque pubblicizza l’iscrizione in elenchi di qualsiasi tipo o la pubblicazione di annunci mediante moduli di offerta, proposte di correzione o simili oppure propone direttamente tali iscrizioni o pubblicazioni di annunci senza indicare in caratteri grandi, in un punto ben visibile e in un linguaggio comprensibile:

  1. il carattere oneroso e privato dell’offerta,
  2. la durata del contratto,
  3. il prezzo totale per la durata del contratto, e
  4. la diffusione geografica, la forma, la tiratura minima e l’ultimo termine di pubblicazione.

Nell’articolo 3 capoverso 1 lettera q LCSl si aggiunge che:

Art. 3 cpv. 1 lett. q LCSl:

Agisce in modo sleale, segnatamente, chiunque invia fatture per iscrizioni in elenchi di qualsiasi tipo o per pubblicazioni di annunci senza prima avere ricevuto una richiesta corrispondente.

Domande e risposte (Fonte: SECO)


Ho ricevuto un modulo per l’iscrizione in un registro o per la pubblicazione di annunci: a che cosa devo prestare attenzione?

Spesso si tratta di moduli prestampati che contengono già i dati dell’impresa e invitano il destinatario a controllare le
informazioni precompilate e a rispedire il modulo firmato. L’offerta sembra gratuita, ma nella maggior parte dei casi firmando il modulo si stipula un contratto per l’iscrizione a pagamento in un registro o per la pubblicazione di annunci. Ecco le nostre raccomandazioni per evitare di trovarsi in situazioni del genere:

  • non firmare nulla se alcune parti del documento non sono state lette o capite;
  • verificare la serietà dell’offerta reperendo informazioni sul servizio e sulla società che lo propone (p. es. anche su Internet); nel
    dubbio, non firmare mai.


Ho già firmato e rispedito il modulo ingannevole. Che cosa posso fare ora?

In questi casi la soluzione migliore è inviare subito una lettera raccomandata al mittente del modulo e contestare il contratto (“impugnarlo”). È necessario conservare una copia della lettera d’impugnazione e tutto il seguito della corrispondenza.

La lettera d’impugnazione dovrebbe contenere almeno quanto segue: «Il vostro modulo mi ha indotto in errore e per tale motivo contesto il contratto per errore essenziale e inganno intenzionale. Il contratto è quindi nullo.»


Come devo reagire se nonostante l’impugnazione del contratto continuo a ricevere fatture, solleciti di pagamento o precetti esecutivi?

In linea di massima non è necessario reagire: è sufficiente aver impugnato una volta il contratto.

Se interviene un’agenzia di recupero crediti consigliamo di inviare anche ad essa una copia della lettera d’impugnazione facendo notare la nullità del contratto.

Chiunque riceva un precetto esecutivo ha invece 10 giorni di tempo per fare opposizione. L’opposizione permette di dichiarare il proprio dissenso e di sospendere la procedura esecutiva. Dopodiché?/Dopo di che spetta al creditore far proseguire la procedura d’esecuzione e dimostrare davanti al giudice il credito esistente.


Che cosa posso fare contro queste pratiche ingannevoli?
  • È possibile presentare reclamo alla SECO: Presentare un reclamo

  • La SECO può avviare un’azione civile o penale per concorrenza sleale se sono minacciati o lesi gli interessi di molte persone (interessi collettivi). La SECO non interviene però nei singoli casi.
  •  Le persone coinvolte possono sporgere autonomamente denuncia penale alla polizia o al ministero pubblico per concorrenza sleale o avviare una procedura civile.

Richiamo

Regolarmente si verificano casi di commercianti che, senza volerlo, sottoscrivono contratti a titolo oneroso per l’iscrizione a un annuario professionale. Chi legge i formulari d’iscrizione solo di sfuggita e li firma senza riflettere e senza un attento esame può andare incontro a spiacevoli sorprese, che rischiano di costare caro